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	<title>Terre Bianche</title>
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		<title>L&#8217;importanza di chiamarsi Ernesto</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 13:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è irriverenza. Curiosità forse è il termine esatto. Ma non è mancanza di rispetto nei confronti delle persone, quanto piuttosto la mancanza di rispetto nei confronti di regole precostituite e accettate per atto di fede.  Questo è l’approccio che &#8230; <a href="http://terrebianche.com/it/2011/12/07/limportanza-di-chiamarsi-ernesto">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è irriverenza.</p>
<p>Curiosità forse è il termine esatto. Ma non è mancanza di rispetto nei confronti delle persone, quanto piuttosto la mancanza di rispetto nei confronti di regole precostituite e accettate per atto di fede.  Questo è l’approccio che abbiamo nei confronti del mondo del vino, nella vigna, nei vini e in tutto quello che a loro è collegato. E quindi non dare nulla per scontato. Provare, provare e provare ancora per dare conferme a ciò che era l’esperienza passata oppure per accettarne l’<em>evoluzione naturale </em>di fronte a smentite concrete. Accettare che la propria idea possa essere sbagliata. Essere onesto nel ragionamento.</p>
<p>A volte, spesso, significa scoprire che il passato è reale <em>tradizione </em>e cioè il passaggio di conoscenza solida. A volte, raramente, ma in maniera <em>radicale</em>, vuol dire riconoscere errori e adoperarsi per correggerli.</p>
<p>Non è facile. Non è veloce. Non è indolore.</p>
<p>Soprattutto in un mondo, il nostro, in cui le stagioni danno la scansione del tempo.<br />
Questa è la regola.<br />
&nbsp;<br />
Studio continuo, costanza e tante esperienze nuove.<br />
Questo il metodo.<br />
&nbsp;<br />
E quindi non accetteremo mai mode, bandiere, ortodossie e atti di fede di qualsiasi natura. Non prima di averci messo bene il naso. Letteralmente.<br />
&nbsp;<br />
Troppo seri? No; perché nel fare questo ci divertiamo moltissimo.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>a Dolceacqua, a Mandino</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 16:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Così scrisse di Dolceacqua Mario Soldati, accompagnato nella sua visita dal grande e storico produttore di Rossese di Dolceacqua: Mandino Cane. ‘’Paesaggio (quello della zona di Arcagna, NdF): il più esaltante che si possa immaginare: &#8230; <a href="http://terrebianche.com/it/2011/11/05/a-dolceacqua-a-mandino">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1182" href="http://terrebianche.com/2011/11/05/a-dolceacqua-a-mandino/vino-al-vino"><img class="alignleft size-full wp-image-1182" title="Vino al Vino" src="http://terrebianche.com/wp-content/uploads/2011/11/Vino-al-Vino.jpg" alt="" width="250" height="160" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così scrisse di Dolceacqua Mario Soldati, accompagnato nella sua visita dal grande e storico produttore di Rossese di Dolceacqua: Mandino Cane.</p>
<p>‘’Paesaggio (quello della zona di Arcagna, NdF): il più esaltante che si possa immaginare: è la prima volta che mi capita di vedere una così lunga distesa di vigneti tutta su un dosso: da una parte  e dall’altra lo sguardo spazia, oltre la valle del Nervia, oltre la valle della Roya, verso l’Italia, verso il mare aperto, verso la Francia. L’apertura è più ampia dalla parte della Roya: la direi smisurata: si vede biancheggiare il greto quasi all’infinito. Dalla stessa parte, tira una tramontana fredda, tesa, vivificante: ci scende in faccia dai ghiacciai del Clapier (altitudine metri 3150) a meno di trenta chilometri in linea d’aria da noi!<br />
L’aspetto delle vigne ha qualche cosa di rude, di volontario, di arrischiato. In complesso, un paesaggio, opposto a quello del Pornassio, ma egualmente forte. E anche la vecchia villa del generale Origo, che intravediamo tra altre vigne lungo il sentiero del ritorno, partecipa in qualche modo a quell’atmosfera rustica e romantica… (il casolare che poi è diventato il cuore dell’attuale Terre Bianche, NdF)<br />
…<br />
Purtroppo questo Arcagna, questo Cima d’Aurin e questo Tramontina sono così squisiti, che non non possiamo dire di averli assaggiati: li abbiamo, molto francamente, bevuti. (in riferimento ai vini di Mandino Cane, NdF)<br />
…<br />
Il giorno dopo…il giorno dopo è l’ultimo giorno della Riviera di Ponente e di tutta la Liguria. Malinconia di ogni fine, anche perché nessuna delle soste del nostro viaggio è stata così bella. Ci rimane, è vero, il cuore dionisiaco del Piemonte, ma se pure il Barolo e il Dolcetto, il Grignolino e la Barbera saranno <em>più grandi</em>, non avranno mai l’incanto di questi vini privati, poetici, fantastici, nei loro paesaggi obliosi e solitari, tra le Alpi e il mare…’’</p>
<p><em>Da Vino al Vino, Mario Soldati, 1975</em></p>
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		<title>Orgoglio e pregiudizio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 14:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Innumerevoli sono gli episodi interessanti che accadono in degustazione; se poi la degustazione è alla cieca (per cui non si conosce né il produttore né il contenuto della bottiglia) ci sono momenti di assoluta verità, senza filtri. eccone uno: &#8230; <a href="http://terrebianche.com/it/2011/08/02/orgoglio-e-pregiudizio">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1139" href="http://terrebianche.com/2011/08/02/orgoglio-e-pregiudizio/deabendata"><img class="alignnone size-full wp-image-1139" title="deaBendata" src="http://terrebianche.com/wp-content/uploads/2011/08/deaBendata.jpg" alt="" width="145" height="129" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1139" href="http://terrebianche.com/2011/08/02/orgoglio-e-pregiudizio/deabendata"></a>Innumerevoli sono gli episodi interessanti che accadono in degustazione; se poi la degustazione è alla cieca (per cui non si conosce né il produttore né il contenuto della bottiglia) ci sono momenti di assoluta verità, senza filtri.</p>
<p>eccone uno:</p>
<p>‘’Questo è un grande vino! Il migliore che abbia assaggiato da mesi, nulla a che vedere con quello schifo di vini barricati…’’ l’immortale degustatore, gustando un bicchiere di Bricco Arcagna, barricato!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#160;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[div#content h1 {display:none} div#post-1125 h2.entry-title {display:none} .subtitle {color: #63130D; font-size: 26px; } div#post-1125 p {max-width:950px !important} Appunti post degustazione e considerazioni a mente libera intorno al mondo del vino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css">
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<p class="subtitle">Appunti post degustazione e considerazioni a mente libera intorno al mondo del vino<br />
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		<title>Un respiro di Liguria</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 18:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi hanno saputo descrivere la nostra terra come lo ha fatto S.Quasimodo: &#160; SUL COLLE DELLE «TERRE BIANCHE» Dal giorno, superstite con gli alberi mi umilio. Assai arida cosa; a infermo verde amica, a nubi gelide rassegnate in piogge. Il &#8230; <a href="http://terrebianche.com/it/2011/05/15/un-respiro-di-liguria">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Pochi hanno saputo descrivere la nostra terra come lo ha fatto S.Quasimodo:</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>SUL COLLE DELLE «TERRE BIANCHE»</strong></h4>
<h4>Dal giorno, superstite</h4>
<h4>con gli alberi mi umilio.</h4>
<h4>Assai arida cosa;</h4>
<h4>a infermo verde amica,</h4>
<h4>a nubi gelide</h4>
<h4>rassegnate in piogge.</h4>
<h4>Il mare empie la notte,</h4>
<h4>e l’urlo preme maligno</h4>
<h4>in poca carne affondato.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Un’eco ci consoli della terra</h4>
<h4>al tardo strazio, amata;</h4>
<h4>o la quiete geometrica dell’Orsa.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><em>da “Ed è subito sera &#8211; Erato ed Apòllion” 1932 &#8211; ‘36.</em></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>ALLA LIGURIA</strong></h4>
<h4>Sulle tue montagne, nella ruota</h4>
<h4>di giovinezza, ho costruito una strada,</h4>
<h4>in alto tra i castagni;</h4>
<h4>gli sterratori sollevavano macigni</h4>
<h4>e stanavano vipere a grappoli.</h4>
<h4>Era l’estate degli usignoli</h4>
<h4>meridiani, delle terre bianche,</h4>
<h4>della foce del fiume Roja.</h4>
<h4>Scrivevo versi della più oscura</h4>
<h4>materia delle cose,</h4>
<h4>volendo mutare la distruzione,</h4>
<h4>cercando amore e saggezza</h4>
<h4>nella solitudine delle tue foglie sole.</h4>
<h4>E franava la montagna e l’estate.</h4>
<h4>Anche lungo il mare</h4>
<h4>avara in Liguria è la terra,</h4>
<h4>come misurato è il gesto</h4>
<h4>di chi nasce sulle pietre</h4>
<h4>delle sue rive. Ma se il ligure</h4>
<h4>alza una mano,</h4>
<h4>la muove in segno di giustizia.</h4>
<h4>Carico della pazienza</h4>
<h4>di tutto il tempo della sua tristezza.</h4>
<h4>E sempre il navigatore</h4>
<h4>spinge lontano il mare</h4>
<h4>dalle sue case per crescere la terra</h4>
<h4>al suo passo di figlio delle acque.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><em>da “Dare e avere” 1960 &#8211; ‘65</em></h4>
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		<title>Il Rossese di Dolceacqua</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 20:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi si trova a percorrere le vie della costa dell’estremo ponente ligure potrebbe sembrare strano: mare, mondanità, ristoranti alla moda…eppure basta osare: guardare oltre, verso le colline, verso le Alpi, potrebbe svelare un mondo nuovo, per gli occhi, ma &#8230; <a href="http://terrebianche.com/it/2011/05/02/il-rossese-di-dolceacqua">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi si trova a percorrere le vie della costa dell’estremo ponente ligure potrebbe sembrare strano: mare, mondanità, ristoranti alla moda…eppure basta osare: guardare oltre, verso le colline, verso le Alpi, potrebbe svelare un mondo nuovo, per gli occhi, ma antico nei fatti: Dolceacqua.</p>
<p>Il borgo del villaggio medioevale, stretto alla lama di roccia che lo sostiene, con il magnifico castello a dominarlo, dall’alto, è il cuore di una vallata che si apre con inaspettata generosità al cielo. Sulle alture delle colline circostanti, asciutte, regolari si scorgono file di pietre che inanellano i pendii a cercare un po’ di pianura e sollievo per il contadino: le terrazze con i muretti a secco.  Qui l’aria profuma di pini, di macchia mediterranea che circondano le rocce, affioranti, e le vigne; il mare, sullo sfondo, ci ricorda dove siamo. Ed è proprio qui che troveremo il Rossese, l’autoctono ligure per eccellenza. Un vitigno che merita attenzione per la sua unicità, spesso allevato &#8220;ad alberello&#8221;, come vuole la tradizione mediterranea, così che la chioma della pianta d&#8217;estate ombreggi il piede e, quindi, la radice, proteggendoli dai raggi del sole delle ore più calde che asciugano senza rispetto la terra. Non è raro vedere vigne vecchie di più di un secolo e sicuramente da queste viene l’uva, rara, più apprezzata dai produttori; Arcagna, Luvaira, Poggio Pini, Galeae sono solo alcune delle zone tradizionalmente più vocate. Il vino Rossese di Dolceacqua è affascinante, come la sua terra: rosso come un rubino, delicato ed elegante nei profumi speziati e fruttati, solido senza eccessi nel corpo, con tannini mai invadenti ed una sapidità marina evidente che invoglia il bevitore. Buono e piacevole da giovane e, nelle selezioni di alcune cantine, il cosiddetto Superiore, non facile da reperire, particolarmente interessante, in quanto l’evoluzione nel medio invecchiamento è esaltazione della speziatura e della mineralità naturali, con profumi di notevole complessità.</p>
<p>Espressione sincera e simbolo, per purezza e tipicità, dell’orgoglio ligure.</p>
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		<title>Il vino è arte</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 18:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando nella mia vita è entrato il vino mi sono sempre interrogato su questa domanda: può il vino entrare a pieno titolo nel mondo dell’arte? Nel vedere mio padre estasiato davanti ad un calice fortunato, nell’entrare da bambino nel &#8230; <a href="http://terrebianche.com/it/2011/05/02/il-vino-%c3%a8-arte">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando nella mia vita è entrato il vino mi sono sempre interrogato su questa domanda: può il vino entrare a pieno titolo nel mondo dell’arte? Nel vedere mio padre estasiato davanti ad un calice fortunato, nell’entrare da bambino nel tempio laico che è la cantina, con le sue monumentali botti, i profumi di ‘incenso popolare’ delle fermentazioni, c’era qualcosa di profondo, evocativo: era impossibile non chiederselo ed era impossibile non rispondersi si, il vino è un’arte; per me quasi un atto di fede.</p>
<p>E’ arte in senso classico e puramente estetico perché naturalmente poggia su alcune regole perfezionate in secoli di esperienza e tradotte nell’instancabile lavoro nelle vigne e nel disperato tentativo di non peggiorare in cantina ciò che la natura ci ha concesso. Regole tradotte e perfezionate da talenti instancabili, quieti e determinati, con solo ultimo scopo di dimostrare la Verità nel bicchiere,  la semplice, incontestabile e cristallina purezza di un grande vino.</p>
<p>E’ arte in senso moderno perché capace di trasmettere emozioni direttamente, senza la necessità di spiegare; come la musica, come la pittura o le altre belle arti. Con la capacità di rivelare e svelare; evocare sensazioni e ricordi.</p>
<p>E’ arte nell’interpretazione unica dell’uomo, perché con le stesse grandi uve possono essere vinificati due grandi vini, seppur diversi, da due grandi vignaioli.</p>
<p>Più semplicemente è arte quando, anche se per un momento, assottiglia la distanza tra gli uomini.</p>
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